Cibo

La politica alimentare dell’Unione Europea

La politica alimentare dell’Unione Europea è una delle politiche che l’UE ha progressivamente assunto, grazie alla libera circolazione delle merci e al mercato unico. In effetti, nel corso del tempo, la legislazione europea è stata sempre più attenta al settore alimentare, al punto da farne una delle priorità. Ci sono molte questioni e sfide in questo settore: sicurezza alimentare, equilibrio alimentare e abitudini dei consumatori, agricoltura e produzione dei prodotti che raggiungono le nostre tavole ogni giorno. È a causa di queste numerose sfide che nei primi anni 2000 l’UE ha attuato una serie di misure volte a una maggiore integrazione e trasparenza in questo settore.

Legislazione europea sulla protezione degli alimenti

L’atto fondante che segna una svolta per il settore alimentare è senza dubbio il Regolamento (CE) n. 178/2002, che stabilisce le linee generali e i principi della legislazione alimentare europea, istituendo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, un organismo incaricato di controllare il rispetto delle norme relative alla legislazione della Politica Alimentare dell’UE. Questo regolamento stabilisce che “solo gli alimenti e i mangimi sicuri possono essere immessi sul mercato dell’Unione”.

È infatti grazie a questo regolamento che l’Unione Europea ha identificato 4 principi generali che gli Stati membri devono rispettare per garantire la qualità dei prodotti alimentari e assicurare il benessere dei cittadini europei.

→ Principio di responsabilità : secondo il quale gli operatori hanno un dovere di autocontrollo e devono garantire il rispetto della legislazione europea in vigore in tutte le fasi della catena alimentare (produzione, trasformazione, distribuzione). Le autorità degli Stati membri, d’altra parte, devono controllare il buon funzionamento della catena e, se necessario, prevedere sanzioni contro i trasgressori. In Francia, questa è la responsabilità del SIVEP (servizio di ispezione veterinaria e fitosanitaria di frontiera), che garantisce che i prodotti provenienti da paesi terzi siano conformi alla legislazione europea.

→ Principio di tracciabilità : secondo il quale gli animali, gli alimenti e le sostanze che entrano nella catena alimentare devono essere tracciabili. Ciò significa che gli operatori devono essere in grado di indicare chi ha fornito loro le sostanze o gli animali da inserire nella catena alimentare.

→ Principio di precauzione : secondo il quale le autorità sono tenute a prendere misure di gestione del rischio quando identificano anomalie o effetti nocivi in certi prodotti.

→ Principio di trasparenza : secondo il quale sono previste misure per informare il pubblico sui possibili rischi legati alla sicurezza dei prodotti alimentari e degli alimenti.

Mentre la politica alimentare dell’UE prevede misure severe in tutte le fasi della catena alimentare, prevede anche misure contro lo spreco alimentare.

La lotta contro lo spreco di cibo

La lotta contro lo spreco di cibo è un’altra grande sfida per l’UE. Secondo le stime del progetto EU FUSION, circa 88 tonnellate di cibo, o 173 chili a persona, vengono sprecate dagli europei ogni anno.

La Commissione europea ha intrapreso numerose azioni per combattere questo fenomeno.

In primo luogo, nell’agosto 2016 la Commissione europea ha creato una piattaforma per informare gli Stati membri sul tasso di spreco alimentare e incoraggiarli a ridurre questo fenomeno attraverso le donazioni di cibo.

In secondo luogo, a seguito della relazione della Corte dei conti del 2017 sullo spreco alimentare nell’UE, e in applicazione della direttiva quadro sui rifiuti, la Commissione ha stabilito che gli Stati membri devono innanzitutto iniziare a raccogliere dati sul rispettivo tasso di spreco alimentare dal 2020, ed entro il 2022, ridurre lo spreco alimentare di almeno il 30% e del 50% entro la fine del 2025.

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